«Meno tre, due, uno. Ecco la campanella che suona.

Un nuovo anno scolastico sta per iniziare. In molte regioni e città d’Italia la campanella ha già scandito le prime ore di lezione, mentre in Emilia-Romagna e molte altre regioni questo accade oggi. Da settimane il Governo lavora per definire linee guida efficaci in grado di poter dare risposta agli innumerevoli interrogativi che studenti e genitori si sono posti. 

Si tornerà a scuola in presenza o in DAD? In classe è obbligatorio l’uso della mascherina? Come fare se non si ha il green pass?

Se è vero che molte linee guida sono ancora in fase di disquisizione, è altrettanto vero che il Ministero dell’Istruzione (www.miur.gov.it) nella voce del ministro dell’istruzione Patrizio Bianchi ha già sciolto molti dubbi. Eccone illustrato qualcuno. 

Dal 13 settembre gli studenti torneranno a scuola in presenza e lo faranno per tutto l’anno a meno che la propria Regione di riferimento non diventi zona rossa, arancione o si manifestino circostanze di ‘eccezionale necessità’ tali da abbandonare i banchi in classe, come per esempio lo scoppio di un focolaio in una classe. 

Per tutti gli studenti dai 6 anni in su sarà obbligatorio indossare la mascherina chirurgica in classe, dispositivo che è fortemente raccomandato in ogni situazione in cui non sia possibile mantenere almeno un metro di distanza. È invece ancora in fase di discussione la possibilità che questa possa essere tolta in classi in cui gli alunni sono tutti vaccinati. 

Non è invece obbligatorio per gli studenti mostrare il Green Pass, indispensabile e richiesto invece agli insegnanti e a tutto il personale scolastico, come stabilito dal decreto n.11 del 6 agosto 2021. 

Tutti gli ingressi e le uscite da scuola saranno scaglionati e dal 13 settembre sarà sperimentata anche una piattaforma che permetterà ai vari presidi scolastici di seguire i flussi dei propri studenti sui mezzi pubblici. Le attività di laboratorio e di educazione fisica saranno permesse come lo scorso anno con la forte raccomandazione però di evitare gli sport di squadra per eliminare le occasioni di contagio.

A rimanere poi un evergreen è la regola del distanziamento sociale, che tuttavia quest’anno avrà più flessibilità: se non sarà possibile mantenerlo infatti, si potranno mettere i banchi un po’ più vicini a patto che si indossi la mascherina e si tengano aperte le finestre per il ricircolo dell’aria. 

Queste dunque le principali indicazioni provenienti dal Governo. Ma saranno sufficienti a prevenire altre chiusure di istituti e ritorni alla ‘crudele’ DAD? 

Nessuno può saperlo. Le zone d’ombra infatti ci sono sempre. A quasi due anni di distanza dall’inizio della diffusione di una pandemia che ha sconvolto il mondo intero, risulta molto difficile fare pronostici. Quella che poi da molti è stata studiata e classificata come ‘fonte di ansia e stress studentesca’ – la Didattica a Distanza – per altri invece ha dimostrato di essere un’idonea alternativa alle lezioni in presenza, in un momento storico in cui il contatto umano andava evitato.

Come ha detto lo psicanalista, saggista e professore Massimo Recalcati in un’intervista rilasciata pochi mesi fa a Fabio Gervasio (leggi l’intervista): «è indubbio che la DAD sia stata una faticosissima supplenza all’impossibilità dell’incontro in presenza. Io non sono un sostenitore della DAD. Ma devo dire che in questo anno tremendo ho imparato ad ammirare lo sforzo di molti insegnanti che l’hanno dovuta utilizzare. È difficile. Molto difficile. Ne risente sia la trasmissione del sapere, sia la qualità dell’apprendimento. È un’evidenza. Ma è per me altrettanto evidente che ogni percorso di formazione si fa con quello che c’è. Questo tempo tremendo fa parte della formazione. Questo periodo va pensato come parte del processo formativo e non come un suo ostacolo. E se aspettiamo la normalizzazione della vita della Scuola per fare esistere la Scuola, siamo perduti». 

Che un nuovo anno abbia inizio!

Buon anno scolastico a tutti voi. 

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Giulia Donnarumma

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