Portiamo la politica in classe

Come e perché potrebbe aiutare nella formazione di nuovi cittadini

Molti giovani, anche se superata la maggiore età, ancora non conoscono la struttura e il funzionamento della nostra democrazia.
Non sanno come e quando avvengono le varie elezioni, quali sono i partiti tra cui è possibile votare, non sono a conoscenza delle dinamiche nei palazzi del potere.

Durante l’ultimo anno scolastico è stata introdotta nelle aule di ogni scuola la materia di Educazione Civica, che tratta tematiche ambientali, la lotta alle discriminazioni, l’uso delle nuove tecnologie, la nostra Costituzione… ma ancora non è abbastanza.
Questa disciplina ha lo scopo di sensibilizzare gli studenti alle tematiche affrontate e renderli consapevoli dei loro diritti e dei loro doveri.

Ma come possono studenti e studentesse diventare dei futuri cittadini consapevoli?

E’ necessario che a scuola vengano loro forniti gli strumenti necessari ad una conoscenza completa e obiettiva del quadro politico, non solo passato, ma anche presente.
Dovrebbe essere introdotta nelle classi una materia capace di ciò, che verta su argomenti calibrati al grado di difficoltà che ogni fascia d’età può affrontare.

Anche i più giovani dovrebbero avere la possibilità di conoscere la nostra Costituzione, le differenze tra i principali schieramenti politici, le basi del funzionamento degli organi del governo… sarebbe opportuno che  ognuno di noi crescesse con l’idea che la politica si trova nella quotidianità, senza  che gli adulti cerchino di far perdere interesse al riguardo con la classica frase “sono cose da grandi”.

Non tutti sanno infatti che la forma del governo italiano è la Repubblica Parlamentare, nella quale la sovranità appartiene al popolo, il quale può eleggere gli organi di Stato, in particolare il Parlamento. Quest’ultimo detiene il potere legislativo, ovvero può comporre leggi ordinare, costituzionali o addirittura di revisione costituzionale, ed è formato dalla Camera dei deputati e dal Senato della Repubblica, che vengono eletti ogni 5 anni dal popolo. Per emanare una legge ordinaria è necessario seguire l’iter legislativo, che prevede quattro fasi: l’iniziativa di legge, la discussione e l’approvazione, la promulgazione, la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.

Ogni insegnante dovrebbe dedicare del tempo a creare con la classe un  ambiente che renda favorevole il dialogo su questi argomenti, nel quale rispondere alle domande degli alunni, e lasciare del tempo per un eventuale dibattito costruttivo.

Il quadro politico attuale, con i vari senatori e deputati, leader politici, capi di stato, deve essere conosciuto non solo  per quanto concerne la nostra Nazione, ma anche riguardo al resto del mondo. Essere in grado di conoscere le reazioni tra i vari Stati, le diverse forme di governo e le autorità politiche, serve anche a comprendere e analizzare con sguardo critico le notizie che ci vengono fornite dalle testate giornalistiche, in televisione e tramite internet.

E’ estremamente importante che la trasmissione delle informazioni avvenga nel modo più oggettivo possibile, in modo tale da non influenzare le idee degli studenti, ma fornire loro conoscenze utili a creare in modo indipendente  opinioni delle quali discutere, anche al di fuori dell’ambiente scolastico.

Per i giovani, infatti,  è essenziale avere una visione della politica che vada aldilà della materia teorica; sarebbe utile a tal scopo incentrare l’insegnamento ed il dialogo su argomenti riguardanti il presente (dai nomi dei leader politici, ai diversi schieramenti delle forze politiche, alle mansioni del capo dello stato), in modo tale da rendere la materia “viva”.

Piccola infarinatura del sistema elettivo italiano

Conoscere il funzionamento del nostro sistema elettivo è estremamente importante. Ogni 5 anni avvengono:

  • Le elezioni europee, che riguardano l’ elezione dei rappresentanti italiani al Parlamento europeo;
  • Le elezioni politiche per il rinnovo del Parlamento italiano;
  • Le elezioni regionali per il rinnovo del Consiglio regionale e l’elezione del Presidente;
  • Elezioni amministrative per i rappresentanti degli enti locali (Provincia, Comune).

Ed in fine il referendum, che viene indetto ogni qualvolta ce ne sia bisogno, per permettere al popolo di esprimere la propria opinione riguardo un argomento  (es. l’eutanasia).

La conoscenza della nostra democrazia è fondamentale per la continuazione della sua stessa esistenza, poiché previene la monopolizzazione dell’opinione pubblica e consente a tutti i cittadini di poter creare una propria riflessione in modo autonomo.

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Gioia Bevilacqua

1 comment

  1. Giulio Cecchi

    Ciao a tutte e tutti. Complimenti all’autrice per l’articolo e a Gibi per averlo pubblicato: è molto coraggioso, oggi, porre la questione della necessità di riportare il dibattito politico nelle mani dei/delle giovani integrandolo lì dove essi/e crescono, si formano e diventano gli/le adulti/e di domani: le scuole.
    Per dare il mio contributo alla discussione, aggiungerei un elemento che ritengo molto importante: la democrazia nelle scuole così come funziona oggi. O meglio: da studente, noto che anche quei pochi strumenti di partecipazione politica già presenti nelle scuole (assemblee, consigli d’istituto, consulta degli studenti, collettivi, ecc.) hanno subito l’effetto del problema descritto nell’articolo, ovvero quello di non essere più luoghi di partecipazione, dibattito e formazione, proprio in virtù della scarsa informazione, e quindi scarso interesse, che le scuole offrono sui temi della politica, dell’attualità e della loro rilevanza nella vita di tutti i giorni (anche in quella dei/delle più giovani).
    Proprio per questo il mio invito è rivolto a tutte le persone come Gioia che ritengono l’impegno politico, in qualsiasi sua espressione, un elemento fondamentale della nostra democrazia e che vorrebbero vivere una scuola capace di formare lo spirito critico, la conoscenza dei fenomeni che ci circondano e la nostra capacità di muoverci nel mondo: prendiamo l’iniziativa, riappropriamoci degli spazi che già esistono (come quelli che ho citato sopra), organizziamoci per essere più efficaci nella nostra comunicazione (non è chiaramente una critica al vostro gruppo, ma una sollecitazione a tutti noi), facciamo rete, costruiamo nuovi spazi e nuovi momenti di discussione politica, approfittando anche dell’espansione delle tecnologie per creare forum e dibattiti, torniamo a parlarci l’un l’altro senza pregiudizi, ma rispettandoci ed imparando sempre gli uni dagli altri.
    In buona sostanza, per concludere, a mio avviso è necessario che noi studenti per primi, pur se le nostre forze, per adesso, forse, non sono moltissime, cerchiamo di colmare le lacune che presenta il sistema scolastico attuale, ricominciando ad essere protagonisti delle nostre scuole e del nostro futuro.
    Grazie per l’attenzione e buon lavoro,
    Giulio Cecchi.

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